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Ore 7.45 – 12.00

Pellegrinaggio alla Tomba dell’Apostolo Pietro. 

Ore 9.00 – 12.00

Adorazione eucaristica e celebrazione del sacramento della riconciliazione in alcune chiese vicine a Piazza San Pietro:

Ore 16.00

Processione della Statua originale della Madonna di Fatima in Piazza San Pietro.

Ore 17.00

Papa Francesco accoglie la Statua della Madonna di Fatima.
Via Matris e catechesi mariana.

Dalle ore 19.00

Sosta della Statua della Madonna di Fatima al Santuario del Divino Amore* e inizio della veglia di preghiera “Con Maria oltre la notte” che prevede:

a) Recita del Santo Rosario in collegamento con i santuari mariani nel mondo (ore 19.00);

b) Veglia di preghiera (dalle ore 22.00).

La veglia “Con Maria oltre la notte” è organizzata dal Vicariato di Roma e patrocinata dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.

DOMENICA 13 OTTOBRE

Ore 9.45

Processione d’ingresso della Statua della Madonna di Fatima e recita del Santo Rosario.

Ore 10.30

Santa Messa in Piazza San Pietro presieduta da Papa Francesco.
Al termine della Messa, atto di affidamento del Papa alla Madonna.


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Sabato 12 Ottobre

Pellegrinaggio alla Tomba di Pietro


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Arrivo della statua della Madonna di Fatima e Processione in Vaticano


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Celebrazione della Via Matris e Catechesi del Papa in Piazza S. Pietro


Saluto S.E. Mons. Fisichella

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Santo Padre,

            è con profonda commozione che siamo qui raccolti intorno alla Vergine di Fatima. Oggi, anche la Madonna si è fatta pellegrina con i pellegrini per darci ancora una volta l’esempio di cosa significa credere. Ci siamo messi tutti in cammino per incontrarci qui alla Tomba di Pietro e confessare la fede nella risurrezione del Signore Gesù. Maria è icona di questa fede. La sua obbedienza al Padre perché disponesse di tutta la sua esistenza per realizzare il mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio, permane come il paradigma su cui coniugare la nostra fede sempre troppo povera e debole. Stasera il popolo mariano che riempie la Piazza è qui raccolto, anzitutto, per pregare. Desidera invocare colei che è beata perché ha creduto, e chiede semplicemente di rafforzare la fede per farla diventare testimonianza viva dell’amore cristiano.

            Sono presenti pellegrini che vengono da tante parti d’Italia, e tanti fedeli in rappresentanza di oltre 800 denominazioni di associazioni e gruppi mariani del mondo intero. Molti sono accompagnati dai loro Vescovi e da tanti sacerdoti. Non hanno voluto mancare delegazioni dei più importanti Santuari mariani, mentre più tardi dal Santuario Romano del Divino Amore, si collegheranno in diretta Notre Dame a Lourdes, la Madonna Nera di Czestochowa, la Vierge des pauvres di Banneaux, Aparecida in Brasile, e Akita in Giappone; Mary Help a Nairobi, Our Lady of Good Health a Vailankanny in India, Nuestra Señora de Lujan a Buenos Aires, e la Basilica dell’Annunciazione a Nazareth, là dove tutto ebbe inizio. Non potendo nominare tutti i presenti, che dall’Australia alla Bosnia Herzegovina, dal Canada al Costa Rica, dalla Danimarca al Giappone, dalla Korea all’Estonia, da Taiwan al Venezuela passando per gli Stati Uniti sono qui presenti, mi permetto solo di fare menzione dei pellegrini che provengono dalla Slovenia, i quali chiedono al Santo Padre di benedire quel Paese nella ricorrenza del 70° anniversario della prima consacrazione di quel popolo al Cuore Immacolato di Maria.

            Santo Padre, siamo sotto lo sguardo materno e misericordioso di Maria. In lei ritroviamo i tratti che ha impresso nel volto del Figlio per quel misterioso scambio tra la natura umana e quella divina che solo in lei ha trovato abitazione. Maria, la Madre che unica in tutto il creato può essere chiamata “Figlia di tuo Figlio” –come diceva il poeta- oggi fa compagnia al popolo dei battezzati. La preghiera di invocazione alla Vergine, si fa ora anche ascolto della parola del Successore di Pietro. Grazie per essere con noi e per aver accettato di guidarci nel riflettere sul grande mistero della Madre di Dio e Madre Nostra.


Catechesi del Papa

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PAROLE DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Piazza San Pietro
Sabato, 12 ottobre 2013


Cari fratelli e sorelle,

questo incontro dell’Anno della fede dedicato a Maria, Madre di Cristo e della Chiesa, Madre nostra. La sua statua, venuta da Fatima, ci aiuta a sentire la sua presenza in mezzo a noi. C’è una realtà: Maria sempre ci porta a Gesù. E’ una donna di fede, una vera credente. Possiamo domandarci: come è stata la fede di Maria?

1. Il primo elemento della sua fede è questo: la fede di Maria scioglie il nodo del peccato (cfr Con Ecum. Vat. II, Cost. dogm. Lumen gentium, 56). Che cosa significa? I Padri conciliari [del Vaticano II] hanno ripreso un’espressione di sant’Ireneo che dice: «Il nodo della disobbedienza di Eva ha avuto la sua soluzione con l’obbedienza di Maria; ciò che la vergine Eva aveva legato con la sua incredulità, la vergine Maria l’ha sciolto con la sua fede» (Adversus Haereses III, 22, 4).

Ecco, il “nodo” della disobbedienza, il “nodo” dell’incredulità. Quando un bambino disobbedisce alla mamma o al papà, potremmo dire che si forma un piccolo “nodo”. Questo succede se il bambino agisce rendendosi conto di ciò che fa, specialmente se c’è di mezzo una bugia; in quel momento non si fida della mamma e del papà. Voi sapete quante volte succede questo! Allora la relazione con i genitori ha bisogno di essere pulita da questa mancanza e, infatti, si chiede scusa, perché ci sia di nuovo armonia e fiducia. Qualcosa di simile avviene nel nostro rapporto con Dio. Quando noi non lo ascoltiamo, non seguiamo la sua volontà, compiamo delle azioni concrete in cui mostriamo mancanza di fiducia in Lui - e questo è il peccato -, si forma come un nodo nella nostra interiorità. E questi nodi ci tolgono la pace e la serenità. Sono pericolosi, perché da più nodi può venire un groviglio, che è sempre più doloroso e sempre più difficile da sciogliere.

Ma alla misericordia di Dio - lo sappiamo - nulla è impossibile! Anche i nodi più intricati si sciolgono con la sua grazia. E Maria, che con il suo “sì” ha aperto la porta a Dio per sciogliere il nodo dell’antica disobbedienza, è la madre che con pazienza e tenerezza ci porta a Dio perché Egli sciolga i nodi della nostra anima con la sua misericordia di Padre. Ognuno di noi ne ha alcuni, e possiamo chiederci dentro al nostro cuore: quali nodi ci sono nella mia vita? “Padre, i miei non si possono sciogliere!”. Ma, questo è uno sbaglio! Tutti i nodi del cuore, tutti i nodi della coscienza possono essere sciolti. Chiedo a Maria che mi aiuti ad avere fiducia nella misericordia di Dio, per scioglierli, per cambiare? Lei, donna di fede, di sicuro ci dirà: “Vai avanti, vai dal Signore: Lui ti capisce”. E lei ci porta per mano, Madre, Madre, all’abbraccio del Padre, del Padre della misericordia.

2. Secondo elemento: la fede di Maria dà carne umana a Gesù. Dice il Concilio: «Per la sua fede e la sua obbedienza Ella generò sulla terra lo stesso Figlio del Padre, senza conoscere uomo, ma sotto l’ombra dello Spirito Santo» (Cost. dog. Lumen gentium, 63). Questo è un punto su cui i Padri della Chiesa hanno molto insistito: Maria ha concepito Gesù nella fede e poi nella carne, quando ha detto “sì” all’annuncio che Dio le ha rivolto mediante l’Angelo. Che cosa vuol dire questo? Che Dio non ha voluto farsi uomo ignorando la nostra libertà, ha voluto passare attraverso il libero assenso di Maria, attraverso il suo “sì”. Le ha chiesto: “Sei disposta a questo?”. E lei ha detto: “Sì”.

Ma quello che è avvenuto nella Vergine Madre in modo unico, accade a livello spirituale anche in noi quando accogliamo la Parola di Dio con cuore buono e sincero e la mettiamo in pratica. Succede come se Dio prendesse carne in noi, Egli viene ad abitare in noi, perché prende dimora in coloro che lo amano e osservano la sua Parola. Non è facile capire questo, ma, sì, è facile sentirlo nel cuore.

Pensiamo che l’incarnazione di Gesù sia un fatto solo del passato, che non ci coinvolge personalmente? Credere in Gesù significa offrirgli la nostra carne, con l’umiltà e il coraggio di Maria, perché Lui possa continuare ad abitare in mezzo agli uomini; significa offrirgli le nostre mani per accarezzare i piccoli e i poveri; i nostri piedi per camminare incontro ai fratelli; le nostre braccia per sostenere chi è debole e lavorare nella vigna del Signore; la nostra mente per pensare e fare progetti alla luce del Vangelo; e, soprattutto, offrire il nostro cuore per amare e prendere decisioni secondo la volontà di Dio. Tutto questo avviene grazie all’azione dello Spirito Santo. E così, siamo gli strumenti di Dio perché Gesù agisca nel mondo attraverso di noi.

3. E l’ultimo elemento è la fede di Maria come cammino: il Concilio afferma che Maria «ha camminato nel pellegrinaggio della fede» (ibid., 58). Per questo lei ci precede in questo pellegrinaggio, ci accompagna, ci sostiene.

In che senso la fede di Maria è stata un cammino? Nel senso che tutta la sua vita è stata seguire il suo Figlio: Lui – Lui, Gesù – è la via, Lui è il cammino! Progredire nella fede, avanzare in questo pellegrinaggio spirituale che è la fede, non è altro che seguire Gesù; ascoltarlo, lasciarsi guidare dalle sue parole; vedere come Lui si comporta e mettere i nostri piedi nelle sue orme, avere i suoi stessi sentimenti e atteggiamenti. E quali sono, i sentimenti e gli atteggiamenti di Gesù? Umiltà, misericordia, vicinanza, ma anche fermo rifiuto dell’ipocrisia, della doppiezza, dell’idolatria. La via di Gesù è quella dell’amore fedele fino alla fine, fino al sacrificio della vita, è la via della croce. Per questo il cammino della fede passa attraverso la croce e Maria l’ha capito fin dall’inizio, quando Erode voleva uccidere Gesù appena nato. Ma poi questa croce è diventata più profonda, quando Gesù è stato rifiutato: Maria sempre era con Gesù, seguiva Gesù in mezzo al popolo, e sentiva le chiacchiere, le odiosità di quelli che non volevano bene al Signore. E questa croce, Lei l’ha portata! Allora la fede di Maria ha affrontato l’incomprensione e il disprezzo. Quando è arrivata l’“ora” di Gesù, cioè l’ora della passione: allora la fede di Maria è stata la fiammella nella notte, quella fiammella in piena notte. Nella notte del sabato santo Maria ha vegliato. La sua fiammella, piccola ma chiara, è stata accesa fino all’alba della Risurrezione; e quando le è giunta la voce che il sepolcro era vuoto, nel suo cuore è dilagata la gioia della fede, la fede cristiana nella morte e risurrezione di Gesù Cristo. Perché sempre la fede ci porta alla gioia, e Lei è la Madre della gioia: che ci insegni ad andare per questa strada della gioia e vivere questa gioia! Questo è il punto culminante – questa gioia, questo incontro di Gesù e Maria, ma immaginiamo come è stato… Questo incontro è il punto culminante del cammino della fede di Maria e di tutta la Chiesa. Com’è la nostra fede? La teniamo accesa, come Maria, anche nei momenti difficili, i momenti di buio? Ho sentito la gioia della fede?

Questa sera, Madre, ti ringraziamo per la tua fede, di donna forte e umile; rinnoviamo il nostro affidamento a te, Madre della nostra fede. Amen.


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Domenica 13 Ottobre

Santa Messa


OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO

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Piazza San Pietro

Domenica, 13 ottobre 2013


Nel Salmo abbiamo recitato: “Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie” (Sal 97,1).

Oggi siamo di fronte ad una delle meraviglie del Signore: Maria! Una creatura umile e debole come noi, scelta per essere Madre di Dio, Madre del suo Creatore.

Proprio guardando a Maria, alla luce delle Letture che abbiamo ascoltato, vorrei riflettere con voi su tre realtà: prima, Dio ci sorprende; seconda, Dio ci chiede fedeltà; terza, Dio è la nostra forza.

1. La prima: Dio ci sorprende. La vicenda di Naaman, capo dell’esercito del re di Aram, è singolare: per guarire dalla lebbra si rivolge al profeta di Dio, Eliseo, che non compie riti magici, né gli chiede cose straordinarie, ma solo fidarsi di Dio e di immergersi nell’acqua del fiume; non però dei grandi fiumi di Damasco, ma del piccolo fiume Giordano. E’ una richiesta che lascia Naaman perplesso, anche sorpreso: che Dio può essere quello che chiede qualcosa di così semplice? Vuole tornare indietro, ma poi fa il passo, si immerge nel Giordano e subito guarisce (cfr 2 Re 5,1-14). Ecco, Dio ci sorprende; è proprio nella povertà, nella debolezza, nell’umiltà che si manifesta e ci dona il suo amore che ci salva, ci guarisce, ci dà forza. Chiede solo che seguiamo la sua parola e ci fidiamo di Lui.

Questa è l’esperienza della Vergine Maria: davanti all’annuncio dell’Angelo, non nasconde la sua meraviglia. E’ lo stupore di vedere che Dio, per farsi uomo, ha scelto proprio lei, una semplice ragazza di Nazaret, che non vive nei palazzi del potere e della ricchezza, che non ha compiuto imprese straordinarie, ma che è aperta a Dio, sa fidarsi di Lui, anche se non comprende tutto: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola” (Lc 1,38). E’ la sua risposta. Dio ci sorprende sempre, rompe i nostri schemi, mette in crisi i nostri progetti, e ci dice: fidati di me, non avere paura, lasciati sorprendere, esci da te stesso e seguimi!

Oggi chiediamoci tutti se abbiamo paura di quello che Dio potrebbe chiederci o di quello che ci chiede. Mi lascio sorprendere da Dio, come ha fatto Maria, o mi chiudo nelle mie sicurezze, sicurezze materiali, sicurezze intellettuali, sicurezze ideologiche, sicurezze dei miei progetti? Lascio veramente entrare Dio nella mia vita? Come gli rispondo?

2. Nel brano di san Paolo che abbiamo ascoltato, l’Apostolo si rivolge al discepolo Timoteo dicendogli: ricordati di Gesù Cristo, se con Lui perseveriamo, con Lui anche regneremo (cfr 2 Tm 2,8-13). Ecco il secondo punto: ricordarsi sempre di Cristo, la memoria di Gesù Cristo, e questo è perseverare nella fede; Dio ci sorprende con il suo amore, ma chiede fedeltà nel seguirlo. Noi possiamo diventare “non fedeli”, ma Lui non può, Lui è “il fedele” e chiede da noi la stessa fedeltà. Pensiamo a quante volte ci siamo entusiasmati per qualcosa, per qualche iniziativa, per qualche impegno, ma poi, di fronte ai primi problemi, abbiamo gettato la spugna. E questo purtroppo, avviene anche nelle scelte fondamentali, come quella del matrimonio. La difficoltà di essere costanti, di essere fedeli alle decisioni prese, agli impegni assunti. Spesso è facile dire “sì”, ma poi non si riesce a ripetere questo “sì” ogni giorno. Non si riesce ad essere fedeli.

Maria ha detto il suo “sì” a Dio, un “sì” che ha sconvolto la sua umile esistenza di Nazaret, ma non è stato l’unico, anzi è stato solo il primo di tanti “sì” pronunciati nel suo cuore nei suoi momenti gioiosi, come pure in quelli di dolore, tanti “sì” culminati in quello sotto la Croce. Oggi, qui ci sono tante mamme; pensate fino a che punto è arrivata la fedeltà di Maria a Dio: vedere il suo unico Figlio sulla Croce. La donna fedele, in piedi, distrutta dentro, ma fedele e forte.

E io mi domando: sono un cristiano “a singhiozzo”, o sono un cristiano sempre? La cultura del provvisorio, del relativo entra anche nel vivere la fede. Dio ci chiede di essergli fedeli, ogni giorno, nelle azioni quotidiane e aggiunge che, anche se a volte non gli siamo fedeli, Lui è sempre fedele e con la sua misericordia non si stanca di tenderci la mano per risollevarci, di incoraggiarci a riprendere il cammino, di ritornare a Lui e dirgli la nostra debolezza perché ci doni la sua forza. E questo è il cammino definitivo: sempre col Signore, anche nelle nostre debolezze, anche nei nostri peccati. Mai andare sulla strada del provvisorio. Questo ci uccide. La fede è fedeltà definitiva, come quella di Maria.

3. L’ultimo punto: Dio è la nostra forza. Penso ai dieci lebbrosi del Vangelo guariti da Gesù: gli vanno incontro, si fermano a distanza e gridano: “Gesù, maestro, abbi pietà di noi!” (Lc 17,13). Sono malati, bisognosi di essere amati, di avere forza e cercano qualcuno che li guarisca. E Gesù risponde liberandoli tutti dalla loro malattia. Fa impressione, però, vedere che uno solo torna indietro per lodare Dio a gran voce e ringraziarlo. Gesù stesso lo nota: dieci hanno gridato per ottenere la guarigione e solo uno è ritornato per gridare a voce alta il suo grazie a Dio e riconoscere che Lui è la nostra forza. Saper ringraziare, saper lodare per quanto il Signore fa per noi.

Guardiamo Maria: dopo l’Annunciazione, il primo gesto che compie è di carità verso l’anziana parente Elisabetta; e le prime parole che pronuncia sono: “L’anima mia magnifica il Signore”, cioè un canto di lode e di ringraziamento a Dio non solo per quello che ha operato in lei, ma per la sua azione in tutta la storia della salvezza. Tutto è suo dono. Se noi possiamo capire che tutto è dono di Dio, quanta felicità nel nostro cuore! Tutto è suo dono. Lui è la nostra forza! Dire grazie è così facile, eppure così difficile! Quante volte ci diciamo grazie in famiglia? E’ una delle parole chiave della convivenza. “Permesso”, “scusa”, “grazie”: se in una famiglia si dicono queste tre parole, la famiglia va avanti. “Permesso”, “scusami”, “grazie”. Quante volte diciamo “grazie” in famiglia? Quante volte diciamo grazie a chi ci aiuta, ci è vicino, ci accompagna nella vita? Spesso diamo tutto per scontato! E questo avviene anche con Dio. E’ facile andare dal Signore a chiedere qualcosa, ma andare a ringraziarlo: “Mah, non mi viene”.

Continuando l’Eucaristia invochiamo l’intercessione di Maria, perché ci aiuti a lasciarci sorprendere da Dio senza resistenze, ad essergli fedeli ogni giorno, a lodarlo e ringraziarlo perché è Lui la nostra forza. Amen



Saluto di S.E. Mons. Rino Fisichella

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Santo Padre,
ancora una volta da questa piazza gremita le giunga attraverso la mia voce il sentito e riconoscente grazie per questi due giorni di preghiera, di riflessione e di testimonianza. I pellegrini, con i vescovi e i più di mille sacerdoti che insieme a Lei hanno innalzato al Padre questa santa Eucaristia domenicale, torneranno nelle loro comunità rafforzati nella fede e desiderosi di condividere la gioia di questo momento. Sono state ore intense vissute sotto lo sguardo della Vergine Maria. A lei abbiamo guardato con fiducia di essere esauditi, perché in lei abbiamo la certezza di essere ascoltati. Siamo convinti che le gioie e le difficoltà della vita sono da lei comprese perché da lei vissute in prima persona. Davanti a lei nessuno qui si sente solo o abbandonato.

Nell’Anno della Fede, Pietro e Maria sono oggi davanti a noi per indicarci il cammino da seguire. L’uno e l’altra ci chiedono di comprendere il grande dono di essere la Chiesa di Cristo, e di portare a quanti incontriamo la bella notizia del Vangelo che salva. Il cuore si riempie di serenità e di fiducia perché sente di essere sostenuto dalla testimonianza di Pietro e penetrato dallo sguardo della Vergine. E’ lo sguardo di una Madre che giunge dove nessun altro può arrivare. Solo lei percepisce quanto nascondiamo nel profondo. A lei non sono estranei i desideri e i timori che agitano i nostri cuori. Da quel Volto si irradia per tutti noi l’amore che consola, perché è fontana di speranza. In lei troviamo misericordia, pietà, e bontà che non trovano riscontro tra le altre creature. Attraverso la Madre, ci disponiamo a seguire il Figlio nel quotidiano impegno della fede.

Santo Padre, questo popolo le chiede ora con filiale affetto e fiducia di farsi voce della Chiesa intera per invocare la Vergine Maria. La preghiera che lei innalzerà dinanzi a questa effigie della Madre di Dio, sarà la nostra preghiera che ci accompagnerà nel futuro. Le chiediamo di affidare tutti noi e quanti sono sparsi per il mondo a questo Cuore Immacolato. Chieda per ognuno di noi la forza per credere, la gioia per amare, la certezza di sperare.


Atto di affidamento a Maria

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Beata Maria Vergine di Fatima,
con rinnovata gratitudine per la tua presenza materna
uniamo la nostra voce a quella di tutte le generazioni
che ti dicono beata.

Celebriamo in te le grandi opere di Dio,
che mai si stanca di chinarsi con misericordia sull’umanità,
afflitta dal male e ferita dal peccato,
per guarirla e per salvarla.

Accogli con benevolenza di Madre
l’atto di affidamento che oggi facciamo con fiducia,
dinanzi a questa tua immagine a noi tanto cara.

Siamo certi che ognuno di noi è prezioso ai tuoi occhi
e che nulla ti è estraneo di tutto ciò che abita nei nostri cuori.

Ci lasciamo raggiungere dal tuo dolcissimo sguardo
e riceviamo la consolante carezza del tuo sorriso.

Custodisci la nostra vita fra le tue braccia:
benedici e rafforza ogni desiderio di bene;
ravviva e alimenta la fede;
sostieni e illumina la speranza;
suscita e anima la carità;
guida tutti noi nel cammino della santità.

Insegnaci il tuo stesso amore di predilezione
per i piccoli e i poveri,
per gli esclusi e i sofferenti,
per i peccatori e gli smarriti di cuore:
raduna tutti sotto la tua protezione
e tutti consegna al tuo diletto Figlio, il Signore nostro Gesù.

Amen.